Aprilia: ieri, oggi e domani

Una mostra fotografica organizzata dall’associazione “Inversione a U” per gettare un ponte che colleghi passato e futuro

Rievocare il passato, contemplare il presente, progettare il futuro. Questi i propositi della mostra fotografica “Aprilia ieri, oggi e domani”, patrocinata dal comune di Aprilia ed ospitata presso la “Sala Manzù” della Biblioteca comunale dal 25 aprile al 2 maggio. L’esposizione rappresenta uno dei primi lavori annuali dell’ “Inversione a U”, associazione sorta sul nostro territorio ormai quattro anni fa, il 7 gennaio 2007, un centro di aggregazione giovanile con propositi socio-culturali, con l’obiettivo di avvicinare i giovani ai grandi temi riguardanti Aprilia, attraverso l’organizzazione di convegni, dibattiti pubblici, progetti rivolti anche alle istituzioni, utile al fine di contribuire ad agevolare il senso di appartenenza della comunità locale, mostrando apertura verso le tematiche nazionali.


Già dal nome, “Inversione a U” segnala la volontà di invertire la tendenza ad un decadimento culturale ed intellettuale.
Erano presenti all’evento inaugurale alcuni dei membri che hanno reso possibile l’allestimento della mostra: il presidente Andrea Sadocco, il vice Francesco Savo, Paola Pappacena, Daniela Fantoni, Mirko Bisella, Maurizio Andolfi, Carlo Angeli, Alessio Piccardo, Lorena Beltrani, Valerio Raffaelli, Michela Ghelli, Vincenzo Schiavone, Giampiero Barbesin, Nicola Fabrizio, Rodolfo David. Il percorso espositivo si dirama in una U ideale, il miglior modo di ripartire i tre comparti evitando al tempo stesso l’isolamento degli stessi, uniti in una continuità ideale, sottesa al nome del comune pontino. Una fedele ricostruzione di un’Aprilia del passato, con la scelta dell’inaugurazione del 29 ottobre 1937 quale momento d’avvio della storia locale, è stata possibile utilizzando riproduzione ed originali di foto e stampe d’epoca, materiale di repertorio attinto dall’archivio del vecchio fotografo apriliano Bililli, da Bernardino Tofani e Mimmi (Emilio Favero), a ripercorrere ogni fase evolutiva del nucleo cittadino, dalla nascita ai bombardamenti nel corso dei combattimenti relativi alla seconda guerra mondiale che rasero tutto al suolo, sino alla ricostruzione degli anni ‘50 e le fasi del boom economico ed industriale degli anni ‘60-’70. Ad arricchire la panoramica un elaborato grafico, con ricostruzione tridimensionale del comune come esso doveva apparire alla fondazione, un lavoro prodotto da Emanuela Del Prete quale tesi per la laurea in architettura. Anche il presente di Aprilia è riproposto attraverso immagini fotografiche, segmenti di spazi cittadini catturati in diversi istanti dagli abitanti che hanno voluto fornire il proprio contributo all’esposizione, pronti ad immortalare Aprilia ed i suoi mille volti, punti di forza e di debolezza, fiorenti bellezze o immagini di decadimento. Nell’ultima parte, dedicata al domani, la ricostruzione è ceduta all’immaginazione dei bambini delle classi di IV e V elementare delle scuole “Marconi” e “Montarelli”, con disegni volti a rappresentare aspettative, speranze, progetti per un futuro visto con occhi di bambino. Infine nell’area centrale, in uno spazio delimitato dai pannelli espositivi, la proiezione di immagini del “Plastico di Aprilia”, realizzato da Alvaro Fiacconi e Franco Sorrentini, premiati nel pomeriggio del 25 aprile con due targhe, quali segno di riconoscenza per l’amore dimostrato alla città attraverso la fatica ed il sacrificio. Il lavoro è oggi conservato a “Piana delle orme”, il museo di storia locale e nazionale di Borgo Faiti (Latina), dove l’opera, unica nel suo genere per la minuziosa ricerca del particolare e la riproduzione dell’Aprilia così come appariva all’atto di fondazione, è pienamente valorizzata e custodita in un contesto storico perfetto. “Se in un primo momento avevo ritenuto che il plastico dovesse tornare ad Aprilia – ha commentato il presidente dell’associazione Andrea Sadocco – dopo aver visitato il museo, constatandone l’alto valore storico, il contesto eccezionale nel quale esso è inserito, con una piena valorizzazione dell’opera, credo sia giusto che essa resti dov’è.
Ad Aprilia non esiste alcun luogo pubblico idoneo ad ospitare reperti di tale importanza”. “Anche per questo motivo – ha aggiunto Daniela Fantoni – Bernardino Tofani ha scelto di donare gran parte del proprio archivio alla Diocesi di Albano il 17 giugno 2009, in assenza di un luogo idoneo atto ad ospitare il patrimonio storico apriliano”. A ben vedere gli spazi non mancano. Sarebbe infatti possibile per intervento dell’Assessore alla cultura, riappropriarsi delle aule sottostanti l’Istituto Marconi, realizzate a suo tempo proprio al fine di promuovere iniziative artistiche e culturali e di fatto mai utilizzate per l’obiettivo preposto.
07.05.2010 Gianfranco Compagno

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