BRICKS IN THE FACTORY – Mattoni sparsi ad Aprilia

Ricordo personale di Andrea Sadocco

Domenica 31 ottobre 2021 si è conclusa la sesta edizione di Osmosi, il festival delle culture che si tiene annualmente in molti luoghi della città di Aprilia e principalmente presso il polo culturale di Via Pontina.

Con la fine di Osmosi 2021 termine anche il progetto Bricks in the Factory ideato dall’associazione culturale Inversione a U e realizzato insieme alla Proloco di Aprilia, Arte Mediterranea, Ottava Nota, The Factory e altre persone che hanno voluto sostenere l’iniziativa.

Questo è un mio ricordo personale, una specie di resoconto del progetto che riguarda Roger Waters e l’opera rock The Wall.

La storia parte dal famoso febbraio 2014 e cioè dalla visita di Roger Waters nella nostra città. Una triste coincidenza della storia ha creato questo legame tra uno dei personaggi più famosi del rock e la città di Aprilia. Ho vissuto questo evento con attenzione; avrei voluto dare un contributo integrando gli eventi organizzati legati all’incontro con questo ospite particolare cercando di far conoscere la sua arte, la sua musica e anche i suoi travagli emotivi che hanno condizionato i suoi lavori. Magari con un convegno, un’esposizione fotografica o altro. Non mi è stato possibile farlo perché in quel momento ero già impegnato nell’organizzazione di un evento molto più grande dell’associazione che rappresento che non permetteva distrazioni. L’evento è passato, l’idea è rimasta.

Nel 2019, nel meraviglioso mondo della musica rock, non si faceva altro che parlare del quarantennale dall’uscita dell’album The Wall e dei suoi temi sempre attuali. Di conseguenza l’idea rimasta nel cassetto per anni riemerse nuovamente.

Mancava ancora però qualcosa per dare il via al progetto e quel qualcosa, la scintilla che ha innescato il tutto, è arrivato con l’uscita dell’album The Wall del gruppo Ranestrane. Un gruppo di cui sono fan la cui caratteristica è quella di suonare in sincronia con le immagini proiettate di film d’autore e questa volta, proprio in occasione dei 40 anni di The Wall, hanno voluto omaggiare il film che ha ispirato l’intero loro progetto discografico. Portare il loro live ad Aprilia ed associare mostra e convegno sarebbe stato, secondo me, un ottimo progetto da offrire alla nostra città. Un progetto che unisce musica, arte, storia, cultura e che poteva rafforzare il legame tra Aprilia e Roger Waters.

Quando nella nostra piccola associazione mi si vede proporre delle idee, come in questo caso, e si percepisce il mio entusiasmo difficilmente trovo degli ostacoli ma degli aiuti convinti. Quando voglio fare una cosa, nonostante sia consapevole delle difficoltà nel realizzarla ma voglio comunque farla, mi rivolgo essenzialmente a due persone (tanto lo so che non mi diranno di no). La prima fa parte dell’associazione Inversione a U, l’amico-fratello Francesco Savo (famoso per il motto Yes we can), la seconda è il maestro Antonio De Waure che è un esempio per tutto il mondo del volontariato per la sua energia, entusiasmo e voglia di fare. Ma, forse, questa esperienza mi ha fatto conoscere una terza persona che potrebbe aggiungersi ai primi due. Il presidente della Proloco Aprilia, Antonino Marchese che, informato dell’iniziativa, mi ha subito confermato il suo supporto.

Siamo stati subito consapevoli, infatti, che un progetto così avrebbe avuto la necessità di aiuti e collaborazioni e anche del supporto dell’amministrazione comunale.

Tra settembre-ottobre 2109 parte questa avventura: si sarebbe chiamata Bricks in the Factory e cioè mattoni in Aprilia (il nome originale di The Wall in realtà era Bricks in the Wall, mattoni nel muro; siccome la manifestazione si sarebbe svolta ad Aprilia che nel periodo bellico era chiamata The Factory dagli alleati è nata l’idea di Bricks in The Factory, mattoni in Aprilia).

Il progetto prevedeva il Cineconcerto delle Ranestrane al Teatro Europa il 30 maggio 2020, la mostra alla sala Manzù nella settimana precedente o successiva e il convegno sempre nella sala Manzù l’ultimo giorno della mostra. Questi tre eventi dovevano essere i nostri tre mattoni…A fine febbraio 2020 eravamo pronti per il cineconcerto con i biglietti siae già stampati quando l’emergenza sanitaria ha sospeso tutto ed è come se ci avesse proiettato in un’altra dimensione. Sembrava tutto surreale ma purtroppo le nostre vite e il nostro modo di vivere cambiavano realmente!

Nel periodo dove le norme sanitarie non permettevano nessun tipo di evento confesso che l’idea di abbandonare tutto e di non fare più niente è stata una costante ma ha prevalso poi la volontà di realizzare i “nostri” mattoni” quando possibile, nei modi migliori possibili.

Tra aprile e maggio 2021 con la situazione sanitaria in miglioramento ecco presentarsi il grande dilemma: provare a fare il concerto con tutte le attenzioni possibili o no? C’erano veramente tante incognite in corso (coprifuoco, partecipazione del pubblico ecc.). Personalmente avevo la strana sensazione di sentirmi un po’ coraggioso e un po’ incosciente. Con il cuore un po’ pesante anche nel ricordo di persone care perse per il Covid si è deciso di riattivare l’intero progetto a tappe. Non più tutto in una settimana ma uno alla volta. Non era, infatti, possibile programmare nulla ma solo “navigare a vista”, fare le cose man mano che gli eventi legati alla pandemia lo consentissero.

E così dopo un lavoro svolto nell’arco di un mese abbiamo realizzato il nostro primo mattone: sabato 19 giugno 2021 le Ranestrane hanno portato il loro spettacolo al Teatro Europa di Aprilia. E’ stato un evento davvero emozionante e suggestivo sia per la bravura del gruppo e sia perché è stato tra i primi eventi realizzati in città dopo molto tempo. Lo spettacolo ha ricevuto critiche molto positive e sinceramente la buona riuscita di questo evento è andata oltre le nostre aspettative. Questo concerto mi ha reso molto orgoglioso e mi ha commosso veramente il sostegno che ho avuto da tutte le parti coinvolte per fare in modo che tutto andasse per il meglio, salute in primis.

 

 

 

 

 

 

 

Passata l’estate e constatata l’impossibilita di collocare i restanti mattoni durante la festa patronale abbiamo deciso di proporre il nostro progetto ad Osmosi 2021, nata proprio per accogliere le attività delle tante associazioni presenti nella città di Aprilia. Anche in questo caso tutta l’organizzazione è stata svolta in un breve periodo di tempo. Alla fine, però, dopo un week end passato ad allestire la sala a noi concessa per la mostra, lunedì 25 ottobre 2021 eravamo pronti per l’inaugurazione della rassegna culturale. Mi rimarrà per parecchio tempo il ricordo del sofferto allestimento del muro che abbiamo creato, nonché del posizionamento di luci, impianti audio e proiezioni. Mi è sembrato di tornare indietro nel tempo quando organizzavamo da ragazzi le feste di compleanno con gli stessi miei compagni a fare praticamente le stesse cose. Mi trovo spesso a pensare che adesso siamo dei cinquantenni ma in fondo nulla è cambiato in noi!

I quadri sono stati per la maggior parte opera degli artisti dell’associazione Arte Mediterranea e sono stati integrati con delle immagini di collegamento del mondo Pink Floyd. E così il nostro secondo mattone è stato posto nell’ambito di una rassegna, quella di Osmosi, che merita davvero tutto il supporto e l’attivismo delle associazioni presenti nel nostro territorio. La direzione artistica di Dora Nevi, attenta, scrupolosa e piena di energia positiva è stata esemplare.

Sempre ad Osmosi è stato collocato il convegno tenuto da Matteo Palombi, il nostro terzo e ultimo mattone.  Sabato 30 ottobre Matteo ci ha spiegato la storia di The Wall partendo si dall’aspetto musicale ma arrivando anche agli aspetti storici e psicologici dell’autore. Il messaggio attuale, oggi, dopo che The Wall continua ad essere riproposto in continuazione, è estremamente pacifista. I muri, quelli che separano e discriminano, devono essere abbattuti.

E siamo arrivati dunque a domenica 31 ottobre quando dopo la cerimonia di chiusura di Osmosi 2021 e dopo il gradito ricevimento dell’attestato di partecipazione, con lo smontaggio del nostro muro allestito per la mostra, abbiamo concluso la nostra manifestazione che praticamente è durata due lunghi anni. Personalmente sono in overdose da Pink Floyd ma per me era estremamente e personalmente importante fare i conti con un’opera che mi ha sempre affascinato e in qualche modo condizionato. Abbiamo provato a costruire un progetto ben identificabile e invitare le persone a confrontarsi con i molteplici temi proposti da The Wall. Abbiamo sparso nel tempo i nostri mattoni ad Aprilia e siamo felici di averlo fatto. Cosa rimarrà di tutto questo? Probabilmente poco…un po’ come il nostro muro di carta che ogni tanto perdeva pezzi, ma proprio come il nostro muro bisognoso di manutenzione, alcuni temi hanno bisogno di una costante attenzione, vanno periodicamente ripetuti per non perderne la memoria.

Diversa è la questione dal punto di vista umano. Anche questa esperienza mi ha arricchito ed emozionato. Non è stato semplice costruire i nostri mattoni ma grazie all’aiuto e alla collaborazione di molte persone questo è stato possibile.

Il resoconto potrebbe essere finito qui ma un po’ come nei titoli di coda dei film io provo lo stesso a fare una lista di ringraziamenti…così, come nelle sale cinematografiche, uno può scegliere se dargli un’occhiata o alzarsi e anticipare l’uscita…

Un grazie speciale ai miei amici di Inversione a U: Francesco Savo in primis (quante ne abbiamo fatte!), Daniela e Rodolfo (siete speciali!), Fabio, Mario, Quirino e tutti gli altri…Cristiana Sadocco e Fabrizio Ghelli (i miei cugini tuttofare), Alessio Farina (il nipote con le mie stesse passioni musicali), il resto della famiglia sempre al mio fianco. Un triplo grazie al nostro grafico Alessio Piccardo che questa volta si è sobbarcato molti lavori extra rispetto alle mie solite richieste. Grazie alla Proloco e in particolare a Antonino Marchese, Davide Tiligna, Sabrina Leva e Emily Casagrande. Un enorme ringraziamento al maestro Antonio De Waure, Erika Mallardi e a tutti gli artisti e lo staff dell’Arte Mediterranea sempre pronti a sostenere le nostre idee. Grazie a Massimo Zanon e a tutta l’associazione The Factory (quello che fate è straordinario!).  Grazie a Salvatore Di Malta, Andrea De Cesaris e Andrea Palumbo per il loro lavoro e supporto. Un grazie di cuore a Bruno Iorillo e allo staff del Teatro Europa (è stato bellissimo tornare in teatro). Grazie a coloro che hanno valorizzato i contenuti proposti: Ranestrane (quanto siete bravi!), Matteo Palombi (sei riuscito nell’impresa di farci capire The Wall!), Veruska Vertuani (sempre partecipe con i suoi versi toccanti). Un ringraziamento speciale a Dora Nevi e allo staff di Osmosi nonché all’amministrazione comunale (Gianluca Fanucci un assessore attento e presente) per averci ospitato al PalaculturAprilia e averci dato la possibilità di ultimare il nostro progetto.

Un grazie, infine, a mia moglie Paola e a mia figlia Elisa che sono sempre il centro del mio universo e la mia fonte principale di energia.

Andrea

Tutte le persone hanno un muro davanti a loro e spesso se lo costruiscono con le proprie mani. Quando abbiamo dei problemi e la vita ci crea delle difficoltà finiamo per isolarci, creando l’illusione di una barriera di sicurezza, un muro che ci protegga dalle altre mani. Dobbiamo cercare di creare dei varchi in questo muro, aprirci l’un l’altro e comunicare con chi ci può aiutare.

Roger Waters

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47 risposte

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